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Cos’ è Creare Conoscenza 

 

Con il termine “creare conoscenza” intendiamo il processo che rende possibile la comprensione di un contenuto, la sua stabilizzazione in memoria, la sua disponibilità ad essere utilizzato nell'azione.

 

Molti dispositivi formativi, comunicativi e informativi falliscono nei loro intenti proprio perché non è sufficiente erogare contenuti senza aver progettato un processo di creazione della conoscenza in grado di integrarli nelle reali strutture cognitive delle persone e nelle pratiche che esse mettono in atto.

 

Ma anche questo non basta. Occorre che alle spalle ci sia un modello di riferimento che abbia delle linee-guida operative fondate su solide basi scientifiche e figlie dell'esperienza sul campo.

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​Il modello presentato in questo sito si aggiunge ai tanti presenti in letteratura ma lo fa mostrando una propria specificità: organizza il processo di creazione della conoscenza in livelli modulari tra loro connessi che permettono di passare dall’analisi dei processi cognitivi individuali alla dimensione collettiva e organizzativa passando attraverso la mediazione degli  strumenti di comunicazione. Il modello viene illustrato in dettaglio nella sezione di pertinenza; di seguito, viene invece anticipata la base concettuale su cui poggiano i suoi fondamenti.

Sette concetti-chiave  

  1. La conoscenza è un processo, non un oggetto. Conoscere significa costruire e trasformare: collegare informazioni, attribuire senso, formulare criteri, produrre interpretazioni e rivederle alla luce di nuove evidenze. In quest’ottica, anche l’errore e la revisione non sono incidenti, ma passaggi fisiologici della crescita cognitiva.

  2. La mente organizza l’esperienza in strutture cognitive. Comprendiamo perché riduciamo la complessità: raggruppiamo, categorizziamo, creiamo schemi e script, mettiamo in relazione concetti. Queste strutture non sono neutrali: determinano ciò che notiamo, ciò che ignoriamo e il tipo di inferenze che produciamo.

  3. La stabilità nasce dall’integrazione in sistemi operativi. Una conoscenza diventa “nostra” quando possiamo usarla: applicarla in contesti reali, adattarla a varianti, riconoscere quando è pertinente e quando no. Il passaggio cruciale è dalla comprensione astratta all’abilità pratica (competenze, procedure, decisioni).

  4. La creazione della conoscenza può essere progettata. Entro certi limiti, possiamo progettare condizioni favorevoli: definire obiettivi, sequenziare contenuti, alternare spiegazione e attività, introdurre feedback, prevedere consolidamento e verifica. L’Instructional Design, in questo modello, è l’insieme di scelte che rende “percorribile” un apprendimento complesso.

  5. I dispositivi di comunicazione non trasmettono soltanto: modellano. Unità didattiche, simulatori, ipertesti, narrazioni, presentazioni e altri formati influenzano come si pensa un contenuto: cosa viene messo in primo piano, che relazioni emergono, quali percorsi esplorativi diventano possibili. La forma è parte della sostanza.

  6. La conoscenza è anche sociale. Le conoscenze individuali acquistano spessore quando entrano in un sistema di interazione: cooperazione e collaborazione, comunità di pratica, organizzazioni, ruoli, linguaggi condivisi. Qui la conoscenza viene validata, contestata, raffinata e, spesso, redistribuita.

  7. Il modello complessivo è un’interazione a cinque livelli. Processi cognitivi (mente), progettazione dell’apprendimento, dispositivi di comunicazione, strategie sociali e programmi collettivi si alimentano reciprocamente. Per questo non basta intervenire su un solo piano: ad esempio, una buona progettazione senza attenzione ai processi mentali può fallire; ottime risorse cognitive senza dispositivi adeguati possono non diventare comunicabili; pratiche sociali senza un disegno di programma rischiano di non consolidarsi in conoscenza condivisa.

 

Questa sintesi può essere letta come una “mappa di navigazione”: ogni concetto-chiave rimanda a un approfondimento (teorico e operativo) e, allo stesso tempo, indica una domanda guida. Che cosa accade nella mente quando capiamo? Quali scelte progettuali rendono l’apprendimento più solido? In che modo una comunità trasforma competenze individuali in conoscenza condivisa? Tenere insieme queste domande consente di descrivere la creazione della conoscenza come un continuum: dall’esperienza individuale alla costruzione di sistemi di significato e di azione, fino alle pratiche collettive che rendono il sapere trasmissibile e generativo.


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