Contesto NEMETON
Un Modello per la Creazione della Conoscenza
Ambiti di applicazione, indicazioni, esempi
Applicare il modello significa utilizzarlo per progettare e valutare dispositivi (corsi, unità didattiche, ambienti digitali, pratiche collaborative) in base a una domanda fondamentale: quali condizioni rendono probabile che un’informazione diventi conoscenza effettiva?
1) Analisi del processo di apprendimento
Il primo uso del modello è diagnostico: permette di descrivere dove si colloca una difficoltà. In modo semplificato, i problemi possono riguardare:
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la comprensione (mancanza di significato, sovraccarico, concetti non ancorati);
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il ricordo (assenza di consolidamento, mancanza di ripresa e pratica distribuita);
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l’utilizzo (assenza di contesto, esempi, trasferimento, compiti autentici).
Pulsanti sottostanti: 1.Chunk e chunking, 2.Dialogo strutturante, 3.Doppia pagina, 4.Scenario, 5.Algoritmi, 6.Evidenze nascoste, 7.Evidenze nascoste (inglese)
2) Progettazione di percorsi formativi
A partire dall’instructional design, il modello può guidare:
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la definizione di obiettivi e criteri di padronanza;
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la costruzione di sequenze e progressioni;
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la scelta di attività (spiegazione, esercitazione, applicazione) e di feedback.
In questo senso, la progettazione si concentra sul passaggio da informazione a prestazione: ciò che cambia non è solo “cosa si dice”, ma cosa si fa fare per costruire conoscenza.
Pulsanti sottostanti: 1.Instructional Designer ABC, 2.Metodologia ABC, 3.Modello ICRUSAP, 4.Nove dispositivi, 5.Prototipo di corso, 6.Estratto del prototipo
3) Progettazione della comunicazione della conoscenza
Il modello aiuta a ragionare sulle forme di rappresentazione: testi, mappe concettuali, narrazioni, casi, simulazioni e ipermedia. Ogni forma ha implicazioni diverse su attenzione, comprensione, memoria e trasferimento. L’applicazione consiste nello scegliere forme coerenti con:
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il tipo di contenuto (procedurale, concettuale, strategico);
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il livello di complessità;
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le pratiche d’uso previste.
Pulsanti sottostanti: 1.Unità Didattica ICRUSAP spiegata, 2.Simulatore, 3.Combinatore, 4.Sequenza operativa
4) Costruzione di conoscenza in gruppo
Quando l’apprendimento è collettivo, diventano centrali i contesti che sostengono la costruzione di significati condivisi: discussioni guidate, pratiche di riflessione, comunità di pratica, strumenti di collaborazione. Qui l’applicazione del modello riguarda la progettazione di condizioni sociali che rendano possibile:
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la negoziazione di concetti e criteri;
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la coordinazione di prospettive;
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la produzione di artefatti condivisi (documenti, procedure, mappe, repertori).
Pulsanti sottostanti: 1.Approccio strategico, 2.Strategia dal basso
5) Sviluppo della conoscenza collettiva (sistemi e organizzazioni)
Nel passaggio dal gruppo all’organizzazione, l’oggetto cambia: non è solo ciò che le persone apprendono, ma ciò che il sistema conserva e rende riutilizzabile. Applicare il modello significa quindi interrogarsi su programmi, regole, ruoli e meccanismi di feedback che sostengono:
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memoria istituzionale e aggiornamento;
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trasmissione intergenerazionale delle pratiche;
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adattamento e apprendimento del sistema nel tempo.
Pulsanti sottostanti: 1.Mente collettiva e creazione della conoscenza, 2. Proposta di creazione collettiva della conoscenza (F. Zanotti)
In sintesi
Il modello fornisce un quadro per progettare e valutare interventi lungo una traiettoria unica: processi cognitivi → progettazione → comunicazione → collaborazione → sistema.